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Imposte e tasse 23 Gennaio 2023

Chiusura d’ufficio delle partite Iva ad ampio raggio

Grazie alle novità contenute nella legge di Bilancio 2023 si amplia il raggio d’azione in base al quale l’Agenzia delle Entrate può disporre la cessazione d’ufficio delle partite Iva a rischio.

Il contrasto alle partite Iva a rischio è già stato oggetto, nel recente passato, di specifiche disposizioni che consentono agli uffici dell’Agenzia delle Entrate di disporne la chiusura d’ufficio. Sulla base dell’attuale formulazione dell’art. 35 D.P.R. 633/1972, la richiesta di attribuzione della partita Iva viene sottoposta a tutta una serie di controlli preventivi da parte dell’Agenzia delle Entrate che possono sfociare anche nella necessità di approfondimenti, accessi sul luogo di esercizio dell’attività o, come già anticipato, anche ad un provvedimento di revoca d’ufficio della posizione Iva. La legge di Bilancio 2023 (art. 1, c. 148 L. 197/2022), per contrastare il fenomeno delle c.d. partite Iva “apri e chiudi”, stabilisce che, in caso di cessazione d’ufficio della partita Iva, ai sensi dell’art. 35, cc. 15-bis e 15-bis.1 D.P.R. 633/1972, la partita Iva può essere successivamente richiesta dal medesimo soggetto, come imprenditore individuale, lavoratore autonomo o rappresentante legale di società, associazione o ente, con o senza personalità giuridica, costituiti successivamente allo stesso provvedimento di cessazione della partita Iva, solo previo rilascio di polizza fideiussoria o fideiussione bancaria per la durata di 3 anni dalla data del rilascio e per un importo non inferiore a 50.000 euro. Questa novità si aggiunge alle possibili...

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