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Imposte e tasse 02 Novembre 2018

Chiusura liti tributarie, la chiamavano pace fiscale


Una delle forme di “pace fiscale” più interessanti varate dal Governo (D.L. 23.10.2018, n 119) riguarda la definizione agevolata delle controversie tributarie. Oggetto della definizione sono le controversie pendenti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate in relazione a atti impositivi. Sono esclusi i contenziosi riguardanti talune voci doganali, l’IVA riscossa all’importazione e il recupero di aiuti di Stato. I singoli enti territoriali possono stabilire entro il 31.03.2019 di applicare la definizione alle controversie tributarie di cui sono parte. Il contribuente, chiedendo la definizione agevolata, potrà ottenere sconti graduati in relazione allo stato del contenzioso. Il risultato minimo che il contribuente può ottenere è la cancellazione di sanzioni e interessi. Se poi l’Agenzia delle Entrate è soccombente in primo grado, si può contare su un ulteriore abbattimento del 50% delle maggiori imposte, percentuale che sale all’80% se l’Agenzia è soccombente in secondo grado. Il meccanismo comporta un'infelice equiparazione tra il contribuente che ha appena ricevuto un accertamento, magari sparato a casaccio, e quello che ha ricevuto un accertamento confermato in primo e secondo grado. In caso di soccombenza parziale, le riduzioni dovrebbero applicarsi alla parte della pretesa per la quale la parte pubblica è soccombente. È prevista anche una...

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