Economia 20 Ottobre 2023

Clima e agricoltura: a rischio i prodotti IG

Gli eventi climatici estremi spingono i coltivatori a spostare, ove possibile, alcune coltivazioni. Caso diverso per i prodotti IG; servono soluzioni di adattamento e maggiore flessibilità nei disciplinari in risposta ai cambiamenti climatici.

Affermare che l’agricoltura, in generale, sia notevolmente esposta all’aumento delle temperature in tutto il Pianeta non rappresenta una novità; le continue fluttuazioni della stagionalità modificano i cicli agricoli e gli eventi meteorologici estremi pongono agli operatori sfide considerevoli. L’Italia meridionale, ad esempio, soffre sempre di più il caldo quasi africano mettendo a dura prova anche produzioni tradizionali come il pomodoro. La viticoltura si è spostata in quota per compensare l’aumento eccessivo delle temperature. È inevitabile che questo avvenga anche per tutte le produzioni legate, per disciplinare, a determinati territori e determinate pratiche. A tale riguardo, l’Università di Padova ha realizzato un interessante studio accademico sulla correlazione tra cambiamento climatico e prodotti riconosciuti con la denominazione IG (Indicazione geografica). Il termine chiave che sintetizza meglio la situazione è vulnerabilità. Infatti, se far fronte ai cambiamenti climatici è complesso per il sistema agroalimentare in generale, per i prodotti IG lo è ancora di più, rendendo critico il futuro di interi sistemi economici che si basano sulle produzioni di qualità. Va, tuttavia, ricordato che proprio alla luce di questi scenari la nuova PAC 2023-2027 cerca di garantire maggior flessibilità. In questo caso si parla di “strategie di...

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