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Società
20 Novembre 2019
Cndcec, pubblicati gli indici dell'allerta della crisi
Nel documento vengono analizzati gli indici, che unitariamente valutati, fanno presumere uno stato di crisi, intesa come squilibri economico-finanziari, per cui è probabile che i flussi futuri di cassa non siano sufficienti a far fronte regolarmente alle obbligazioni assunte.
Il concetto di crisi assunto dal Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) va ben oltre a quanto inteso dalla dottrina aziendale. Non si tratta di una normale situazione di difficoltà che un management deve fronteggiare con un adeguato piano di rilancio. Lo squilibrio oramai è tale per cui in prospettiva l'evento di default del debitore è certo, in senso probabilistico.
Il concetto di certezza trova fondamento in una definizione qualitativa della probabilità, intesa come misura del grado di fiducia che un individuo coerente attribuisce all'avverarsi di un evento, secondo le sue informazioni e opinioni, applicando tecniche razionali.
La crisi risulta pertanto valutata, così grave, da ritenersi necessaria una sua “istituzionalizzazione” per consentire al debitore di accedere, nel migliore dei modi, a procedure di composizione della crisi o ad altre soluzioni. Costituisce al contempo uno strumento di tutela del mercato da quei comportamenti illegittimi, cui l'imprenditore viene spinto talvolta dal vano tentativo di salvare la propria attività.
Il Cncdec ha individuato 2 indici fondamentali, da cui far discendere, in scienza e coscienza, l'esistenza di una tale condizione di squilibrio.
Come primo indice di allerta viene presa a riferimento la presenza di un patrimonio netto negativo. La scelta di questo indice non era affatto scontata. Molte imprese riescono a sopravvivere a lungo anche in deficit. Basti pensare a...