L'adempimento di un'obbligazione, declinato nell'accezione di solvibilità dei debiti, ruota intorno al principio cardine dell'ordinamento postulato nell'art. 2740 C.C., che impegna il debitore a rispondere, nell'adempimento delle obbligazioni, con tutti i suoi beni presenti e futuri.
Tale principio è stato oggetto di sviluppi dovuti alla crisi che, a partire dal 2008, ha determinato una “decrescita infelice” di redditi, patrimoni e disponibilità finanziarie. Preme evidenziare che un soggetto in stato di sovraindebitamento, ossia in una prolungata situazione di incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni con tutti i suoi beni, anche futuri, è un soggetto che difficilmente potrà riacquisire l'attitudine di rientrare in un circuito economico e finanziario positivo nell'arco di una intera vita. A tali situazioni si è iniziato a porre rimedio, per i soggetti non fallibili, con la L. 3/2012.
In particolare, l'art. 14-terdecies dispone che un soggetto sovraindebitato possa liberarsi dai debiti che residuano dal procedimento di liquidazione del patrimonio, nel caso in cui abbia, tra i requisiti, soddisfatto almeno in parte i creditori concorsuali.
Il nuovo Codice della crisi, che entrerà in vigore, per la parte che qui interessa, il 15.08.2020, rivoluziona l'istituto dell'esdebitazione, prevedendo all'art. 283, c. 1 che “Il debitore persona fisica...