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IVA 19 Settembre 2026

Colocation con private cage in data center italiano: inquadramento Iva

Con la risposta n. 175/2026, l’Agenzia delle Entrate qualifica i servizi di colocation in “private cage” come servizi relativi a beni immobili ex art. 7-quater, c. 1, lett. a) D.P.R. 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia e imponibili ad aliquota ordinaria.

La risposta all'interpello n. 175/2026 esamina il trattamento Iva dei servizi di colocation resi in un data center sito in Italia, in relazione a una “private cage” concessa in uso esclusivo al cliente. La fattispecie riguarda una società estera che opera in Italia tramite sede secondaria, proprietaria di server collocati in un data center di un fornitore italiano (Beta). In base a un accordo quadro di gruppo, Beta presta servizi di colocation e cloud hosting support.L’Istante chiede come qualificare tali servizi, prospettando 3 alternative:- locazione di immobile strumentale, esente ai sensi dell’art. 10, c. 1, n. 8) D.P.R. 633/1972;- servizi relativi a beni immobili, ai sensi dell’art. 7-quater, c. 1, lett. a) D.P.R. 633/1972;- servizi generici, ai sensi dell’art. 7-ter D.P.R. 633/1972.L’Agenzia richiama, sul piano unionale, l’art. 47 della direttiva 2006/112/CE, secondo cui “il luogo delle prestazioni di servizi relativi a un bene immobile, incluse le prestazioni di periti, di agenti immobiliari, la fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori con funzione analoga, quali i campi di vacanza o i terreni attrezzati per il campeggio, la concessione di diritti di utilizzazione di un bene immobile e le prestazioni tendenti a preparare o a coordinare l’esecuzione di lavori edili come, ad esempio, le prestazioni fornite dagli architetti e dagli uffici di sorveglianza, è il luogo in cui è situato il bene”. Richiama inoltre l’art. 31-bis...

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