Come cambia il professionista con i clienti in crisi
L’inflazione sta velocemente deteriorando il poter d’acquisto delle famiglie e modificando le prospettive economiche del mercato. Proviamo ad immaginare quali saranno i cambiamenti dei professionisti nel rapporto con la propria clientela.
La ripresa post Covid è stata messa a dura prova dall’incremento dei prezzi delle materie prime e del costo dell’energia, conseguenza perlopiù dovuta alla guerra in Ucraina. Gli esperti ci dicono che, a differenza delle crisi degli ultimi trent’anni, questa avrà tempi lunghi.
Alcuni mercati hanno visto drasticamente ridotto il fatturato, altri lo hanno aumentato. Alcune attività hanno chiuso, altre sono nate e si sono evolute proprio in seguito alla pandemia.
Ma quando la crisi tocca pesantemente energia, grano, materie prime e timore di una possibile guerra, ecco che non ci sono mercati alti e mercati bassi, ma sono (quasi) tutti in forte ribasso.
Vi cito alcuni dati tratti da una indagine svolta nell’aprile 2022 su un campione rappresentativo della popolazione italiana, equamente distribuito sul territorio.
Uno su tutti: il 43% ha peggiorato la propria posizione economica.
Per risparmiare, il 21% acquista meno pesce e carne, il 26% ha tagliato bar e ristoranti, quasi il 30% ha rinunciato all’acquisto di abiti. Un terzo degli italiani ha difficoltà a pagare cure, visite e spese mediche.
Per non parlare della cultura, meno 17%.
Alcuni tagli sono positivi per la salute e per l’individuo, come l’attenzione agli sprechi di acqua, luce e gas, una forte riduzione dell’acquisto di alcolici e bevande non essenziali, riduzione dell’uso di auto a favore di mezzi pubblici, bici o...