Per diminuire l'utilizzo del contante si potrebbe ipotizzare, previa autorizzazione della Commissione europea, l'introduzione dell'obbligo di pagamento tracciato negli scambi tra soggetti Iva (c.d. operazioni B2B), per le operazioni superiori a una determinata soglia. Su tali operazioni si potrebbe poi prevedere l'effettuazione di una ritenuta d'acconto a cura della banca, analogamente a quanto da tempo avviene per la detrazione delle spese di manutenzione edilizia e degli interventi di risparmio energetico.
Sono queste alcune fra le principali azioni che la Corte dei conti indica nel “Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica” quali vere e proprie linee strategiche per arginare il fenomeno dell'evasione fiscale in Italia.
Oltre a queste misure, i magistrati contabili prevedono anche la necessità di rendere generalizzato l'obbligo di fatturazione elettronica e ricorrere sempre di più alle dichiarazioni precompilate e alla compliance fiscale.
In relazione all'ammontare annuo del sommerso fiscale la Corte dei conti, richiamando la NaDEF, lo quantifica come segue:
32 miliardi per l'Irpef;
36 miliardi per l'Iva;
5 miliardi per Irap e Ires
Se a tali importi vengono aggiunte anche le altre imposte dirette e indirette, tributo di registro in primis, ecco che il totale del sommerso fiscale annuo continua ad oscillare attorno a quota 100 miliardi. Soglia dalla quale sembra davvero difficile riuscire...