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Imposte e tasse 15 Aprile 2022

Come “correggere la rivalutazione 2020”

Le strade percorribili per gestire la rivalutazione dei beni effettuata nel 2020: accettare il nuovo periodo di deduzione; pagare l’ulteriore imposta sostitutiva; cancellare la rivalutazione fiscale; cancellare totalmente la rivalutazione.

Nel 2020 molte società hanno effettuato rivalutazioni dei propri beni di impresa ai sensi dell’art. 110, cc. 1-7 D.L. 104/2020, alcuni solo civilistiche, altri sia civilistiche che fiscali pagando l’imposta sostitutiva del 3%.
In seguito, la legge di Bilancio 2021 (art. 1, cc. 622-624 L. 234/2021) ha parzialmente cancellato i benefici della rivalutazione 2020 disponendo una deduzione fiscale mediante un piano d’ammortamento allungato a 50 anni relativamente ai beni immateriali (marchi).
Pertanto, un soggetto che ha rivalutato il suo marchio nel 2020 oggi si trova a dover scegliere una delle seguenti strade:
  • accettare l’allungamento del piano d’ammortamento fiscale a 50 anni;
  • mantenere la deduzione fiscale nel più breve termine riconosciuto nel 2020 (1/18°) ma versare un’ulteriore imposta sostitutiva;
  • cancellare la rivalutazione fiscale e mantenerla solo civilistica;
  • cancellare tutta la rivalutazione effettuata nel 2020, quindi sia fiscale che civilistica (opzione inserita dalla conversione del decreto Sostegni-ter, art. 3, c. 3-bis).
Volendo esemplificare una situazione:
  • Rivalutazione del marchio X nell’anno 2020, totalmente ammortizzato. Costo storico del bene: 1.000. Residuo ammortizzabile: 0.
  • Valore del bene rivalutato: 5.000. Rivalutazione: 5.000. Sui 5.000 si è pagata l’imposta sostitutiva del 3%, pari a 150 euro in una sola rata.
Le scritture contabili sono state:
  • marchio X a riserva di rivalutazione (si è optato per rivalutare solo il costo storico) - 5.000
  • riserva di rivalutazione a debito per imposta sostitutiva - 150
  • debito per imposta sostitutiva a banca - 150
Ora si vedano gli scenari a seconda delle strade perseguibili, analizzate dal documento del CNDCEC del 7.04.2022:
  • mantiene la rivalutazione 2020 e accetta di dedurre la rivalutazione in 50 anni. Si aprono quindi i 2 binari: il fiscale che segue i 50 anni e il civilistico che segue i 18;
  • mantiene la rivalutazione 2020 e paga l’ulteriore imposta sostitutiva per mantenere immutato il periodo d’ammortamento fiscale. Essendo nella soglia “entro i 5 milioni di euro” l’imposta sostitutiva è del 12%, quindi dovrà versare in più rispetto ai 150 euro già versati: 450 euro;
  • cancella la rivalutazione fiscale e la mantiene solo civilistica. Gli spetta quindi un credito per imposta sostitutiva di 150 euro;
  • cancella totalmente la rivalutazione 2020, sia dal punto di vista fiscale che civilistico, di fatto come se nulla fosse mai avvenuto. Gli spetta il credito suddetto e deve effettuare la scrittura contabile opposta nel 2021: Riserva di rivalutazione a marchio 5.000.