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Gestione d'impresa 01 Marzo 2021

Come far fallire la formazione online

La formazione a distanza funziona? La FAD è uno strumento tecnologicamente avanzato, un supporto se lo si conosce e lo si utilizza per ciò che può fare. Il problema, come al solito, non è la banana, ma la scimmia che la maneggia.

La FAD, formazione online a distanza, ultimamente occupa maggiore spazio e tempo nella vita di ciascuno di noi. Trascorriamo ore e ore davanti ad un display e alcune di queste sono dedicate a corsi di formazione. Nell'era pre-Covid, la formazione aziendale era quasi esclusivamente in presenza: il docente in piedi o seduto di fronte ai partecipanti, i lavori di gruppo mettendo le sedie a cerchio, la formazione tecnica in piedi di fianco alla macchina, poi test, compiti, videoriprese e role-playing, slide, lavagne varie, post-it appiccicati ovunque. Poi il blocco totale: che tu sia in zona gialla, arancione o rossa, la formazione in presenza, salvo qualche eccezione, è vietata. Si può solo online.
E noi docenti abbiamo trascorso il lockdown a studiare tutte le varie piattaforme e le possibilità di insegnamento a distanza. Tanti problemi, ma anche qualche bella scoperta: la FAD dà anche possibilità e vantaggi che la presenza impediva: si raggiungono più persone, ci si sposta meno, si possono condividere immediatamente file e documenti.
Ora veniamo però a esaminare gli effetti che la FAD dà sul motivo principale per cui esiste: far sì che le persone apprendano, imparino. Qui nasce il primo problema, a prescindere dalla FAD: ma davvero le persone coinvolte vogliono apprendere? O partecipano perché “devono farlo”? Per obbligo, per scroccare qualche credito formativo, per non essere licenziati. Fatta questa doverosa premessa, ora vesto i panni del docente a distanza e vi elenco i 5 fattori che fanno fallire la formazione.
I partecipanti non conoscono il programma formativo - Sembra impossibile, ma spesso le aziende non presentano il programma formativo ai propri dipendenti che partecipano al corso. In alcuni casi mi sono sentito dire: “Mah, mi hanno detto che oggi c'era un corso...”. Quale corso fosse, era ininfluente.
La scelta del corso e del programma di dettaglio non viene concordata con i partecipanti - Qui la formazione viene decisa e imposta dall'alto. Potrebbe anche essere plausibile, magari l'azienda ha obiettivi che non sempre possono essere palesati. Ma almeno dovrebbe “motivare” e invogliare i propri collaboratori alla partecipazione, non delegarla al docente che, in questo caso, viene addirittura visto come un “nemico schiavo del padrone”. E nessuno vuole apprendere dal “nemico”.
Il collegamento online è scarso, lento o insufficiente - Attrezzarsi non ha costi elevati e sarà sempre più diffusa non solo la FAD, ma anche lo smart working. È il primo degli investimenti da fare.
Le persone non hanno familiarità con le piattaforme FAD - Formatele subito, è più semplice che imparare ad usare Word o Excel. O fornite loro assistenza. Se non hanno un minimo di familiarità, bloccheranno e rallenteranno il lavoro di tutti.
I partecipanti non attivano la videocamera - Se il docente non può vedere in volto le persone, come può coinvolgerle, far loro domande, vedere le loro espressioni, capire le loro sensazioni, dubbi, perplessità? Per non dire che, a webcam spenta, potrebbero anche distrarsi e fare altre cose, invece che ascoltare e partecipare. È come se uno studente, durante una lezione o una verifica, si nascondesse dietro ad una tenda per non far vedere al Prof cosa sta facendo! Io personalmente, stacco il contatto con coloro che non attivano la videocamera: chi c'è dietro al quadratino nero?
Metafora conclusiva: se vado a una gara ciclistica, mi presento con la bicicletta. O no? Magari pretendendo poi di essere messo comunque in classifica e in una buona posizione...