RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 29 Ottobre 2020

Come integrare le fatture per investimenti in beni strumentali

Dimenticarsi di inserire il riferimento normativo della disposizione potrebbe comportare la perdita del beneficio: come risolvere l'inconveniente, anche per i documenti trasmessi dal sistema di Interscambio.

Con la risposta 439 del corrente mese di ottobre, l'Agenzia delle Entrate fa chiarezza su un tema che cominciava a impegnare seriamente gli operatori. Sembra, infatti, che sia passato un secolo da quando la legge di Bilancio 2020 (art. 1, cc. 184-194 L. 160/2019) ha introdotto il credito d'imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali. Ricordiamo che il credito, nella maggioranza dei casi, è pari al 6% della spesa da utilizzare in 5 anni. Per esigenze di controllo, il comma 195 prescrive che “le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati devono contenere l'espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194". Ciò posto, in molti si sono chiesti cosa accada quando le fatture dei fornitori e la restante documentazione anche contrattuale non rechino queste indicazioni. A questo quesito risponde l'Agenzia, ribadendo che i beneficiari dell'agevolazione devono conservare idonea documentazione relativa all'effettivo sostenimento e alla corretta determinazione dei costi agevolabili, pena la decadenza dall'agevolazione. In analogia con le precedenti agevolazioni, i documenti da contrassegnare sarebbero le fatture di acconto e di saldo, senza fare esplicito riferimento a documenti diversi quali i contratti e gli ordini di acquisto. Il contrassegno, sempre secondo l'Agenzia, può essere apposto dallo stesso contribuente senza necessità di coinvolgere il...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.