Consulenza aziendale, commerciale e marketing
25 Febbraio 2026
Come superare le resistenze dei collaboratori al cambiamento in studio
Il vero compito del titolare di studio non è imporre il cambiamento. È creare le condizioni perché venga scelto da tutti e portato avanti con costanza e dedizione. Comunicazione, coinvolgimento, formazione, gradualità, riconoscimento: 5 leve per creare un'opportunità di crescita condivisa.
Hai annunciato il nuovo gestionale, hai spiegato che da lunedì si lavora diversamente, hai persino convocato una riunione. Eppure, 3 settimane dopo, il 90% dei collaboratori usa ancora il vecchio metodo. Ti suona familiare? La resistenza al cambiamento non è pigrizia e non è sabotaggio fine a sé stesso. È paura, spesso inconsapevole. Paura di perdere competenza, paura di non essere all'altezza, paura di non riuscire e, spesso, è anche pigrizia (mentale e fisica). Nel mio lavoro con gli studi professionali, vedo questo copione ripetersi con una regolarità quasi matematica e ho imparato che gestire il cambiamento non è una questione solo tecnica, è una questione di saper gestire le persone.Quando un collaboratore resiste al timesheet, al nuovo software o alle policy sulle e-mail, non sta dicendo che "questo cambiamento è sbagliato", ma sta affermando "ho paura di non farcela" e che vada peggio in futuro. Certo, con quelle parole così esplicite non lo dirà mai, ma è lì, sotto la superficie, la paura (e l’ansia).Parte più importante: comunicare il perché - Annunciare una novità senza spiegare le ragioni è come chiedere a qualcuno di seguirti al buio. Non solo: quando spieghiamo le ragioni, dobbiamo anche tracciare una direzione, facendo capire che è necessario, utile e che ne gioveremo tutti. Lo sguardo di tutti deve essere sul risultato, non sul percorso faticoso che ci porterà al risultato. Prima di qualsiasi implementazione, costruisci una narrativa...