Ratio Famiglia buoni consigli per l’economia quotidiana.


LEGGI

Quotidiano di informazione economica e fiscale

 
GESTIONE D'IMPRESA 03/03/2021

Commercialisti sull'orlo di una crisi di nervi

Nei periodi di crisi occorre avere la capacità di guardare con l'ottica strategica di lungo periodo e non con quella miope della soluzione “tampone”.

Premessa - La situazione di mercato è difficile. Gli effetti della pandemia si stanno facendo sentire nei conti economici e nei bilanci di moltissime aziende. Ci sono settori che hanno perso percentuali di fatturato inimmaginabili solo un anno fa, soprattutto nell'ambito del commercio, del turismo e della ristorazione.
Conseguenze - Le aziende sopravvissute (e che cercano di sopravvivere) ai lockdown cercano di tagliare costi, risparmiare su ogni voce di spesa e ottenere sconti dai fornitori. In questi mesi si è accentuato il fenomeno, poco “deontologico”, che sta portando anche i commercialisti sull'orlo di una crisi di nervi (per parafrasare il titolo di una famosa piece teatrale). È sempre più diffuso il malcostume di offerte al ribasso che i professionisti presentano ad aziende seguite da altri colleghi, nel tentativo di acquisirle.
Per questa situazione che vìola il Codice deontologico, la definizione più edulcorata che mi viene in mente, è “la guerra dei poveri”. Ribassi, sconti, contratti forfetari in cui si aggiungono ulteriori attività senza il benchè minimo aumento economico, purtroppo, sono la prassi abituale che i commercialisti devono gestire anche per contrastare, in molti casi, le offerte di “colleghi/ concorrenti”.
È una strategia miope e senza prospettive che porta solo a:
svilire il ruolo del professionista;
• offrire alle aziende un'occasione per ottenere condizioni economiche che non corrispondono al valore dei servizi offerti;
• costringere il professionista a tagliare sempre più i costi dello studio con tutti i rischi connessi (“Di downsizing non è mai sopravvissuta nessuna azienda” è uno dei mantra della business transformation).
Sono effetti e conseguenze, comunque, esclusivamente negative.
Visione strategica - Il mercato del lavoro sta cambiando. L'introduzione di nuovi strumenti tecnologici ha profondamente cambiato il ruolo e le attività dei commercialisti. Altri cambiamenti arriveranno nei prossimi anni. Mentre i consulenti del lavoro si troveranno ad affrontare situazioni sempre più complesse, ma che potranno generare nuove opportunità e nuove competenze, per i commercialisti i cambiamenti stanno restringendo sempre più il campo d'azione.
Focalizzare le proprie competenze, diventare veri e propri consulenti, deve essere l'obiettivo professionale dei prossimi anni che i commercialisti sono chiamati a perseguire.
Alzare l'asticella delle proprie competenze per fare altrettanto anche con il target delle aziende a cui proporsi. Se ne parla da anni. Noi stessi, modestamente, è da tempo che cerchiamo di lavorare anche su una presa di coscienza da parte dei professionisti.
Considerazioni finali - Se qualche commercialista pensa di proporsi con i servizi tradizionali in una corsa al ribasso, deve sapere che farà presa su realtà aziendali in cui manca la cultura imprenditoriale per apprezzare il vero valore aggiunto. E si troverà a combattere nella già citata “guerra dei poveri”. Se, invece, vuole sopravvivere e cavalcare il cambiamento (anziché subirlo) deve pensare di specializzarsi, incrementare le competenze, fare network, trovare nuovi canali e strumenti per farsi conoscere, investire su sé stesso. In poche parole: deve uscire dalla propria zona di comfort. Non è più tempo di dormire sugli allori e sulle vecchie rendite di posizione.