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Imposte e tasse 30 Dicembre 2020

Compensi agli amministratori tra criticità, tempistiche e regole

La rivoluzione copernicana delle deducibilità si è realizzata quando tale possibilità è stata subordinata all'effettivo pagamento dell'emolumento, anziché alla semplice contabilizzazione per competenza.

Ciò premesso, si sintetizzano i principali aspetti, con specifico riferimento alle operazioni effettuate in prossimità della chiusura dell'esercizio. In altri termini, si assiste a una perfetta simmetria, nel senso che è solo nell'esercizio in cui si considera fiscalmente erogato l'emolumento che, specularmente, si ritiene soddisfatto il requisito che legittima la deduzione del costo da parte della società. In via preliminare si ricorda che è indispensabile un'esplicita delibera dell'assemblea dei soci, per la quale non è richiesta data certa se il compenso è previsto dallo statuto; in difetto, parte della dottrina la ritiene necessaria. In assenza di delibera, non è fiscalmente rilevante il compenso corrisposto, né tale omissione può essere sanata mediante ratifica in sede di assemblea che approva il bilancio di esercizio. Si rinvia, al riguardo, alle Sezioni Unite Civili della Cassazione, sentenza 29.08.2008, n. 21933. Sul punto, peraltro, si segnala anche un'interessante e recente pronuncia della Cassazione, Sezione Civile V, ordinanza 15.12.2020, n. 28586, della quale si riassumono gli estremi. Materia del contendere, tra l'altro, erano la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 95, 109 e 163 D.P.R. 917/1986, in relazione all'art. 360, c. 1, n. 3 c.p.c., laddove la C.T.R. aveva confermato il rilievo attinente all'indeducibilità dei compensi degli...

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