RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 16 Ottobre 2018

Compensi e costi elevati: non necessariamente l’IRAP è dovuta


Secondo un consolidato orientamento della Cassazione, ai fini IRAP, il riscontro di elevati compensi e costi nell’attività del contribuente, così come il loro reciproco rapporto percentuale, non sono di per sé indicativi della sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione e quindi non comportano automaticamente l’assoggettamento a IRAP. Alla base di tali conclusioni vi è quanto espresso dalla Cassazione a Sezioni Unite dapprima nelle sentenze 26.05.2009, nn. 12108, 12109, 12110, 12111 e poi nella sentenza 10.05.2016, n. 9451, secondo la quale si riscontra la presenza del requisito dell’autonoma organizzazione (con conseguente debenza dell’IRAP) quando il contribuente: a) è il responsabile dell’organizzazione e non è quindi inserito in strutture organizzative riferibili all'altrui responsabilità ed interesse; b) impiega beni strumentali eccedenti, secondo comune esperienza, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure: c) si avvale in modo non occasionale di lavoro altrui oltre la soglia di un collaboratore che svolge mansioni di segreteria o meramente esecutive. Per quel che riguarda i compensi elevati (ed il conseguente alto reddito), essi sono irrilevanti ai fini dell’esistenza di un’autonoma organizzazione, in quanto non rientranti tra i presupposti di cui alle lettere a), b) e c) (si vedano, fra le...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.