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Imposte e tasse 08 Marzo 2021

Compenso dell'amministratore professionista

Si pone spesso il problema di determinare correttamente il trattamento fiscale per le somme percepite dal titolare di partita Iva.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 12.12.2001 n. 105, ha precisato i criteri per individuare la qualificazione fiscale dei compensi percepiti da professionisti per lo svolgimento dell’attività di amministratore, vale a dire quando i compensi costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, c. 1, lett. c-bis del TUIR) oppure redditi di lavoro autonomo (art. 53, c. 1 del TUIR). La circolare 105/2001 afferma che, al fine di stabilire se sussiste o meno una connessione tra l’attività di collaborazione e quella di lavoro autonomo esercitata, occorre valutare se per lo svolgimento dell’attività di collaborazione siano necessarie conoscenze tecnico-giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. Aggiunge, significativamente, che anche l’esercizio dell’attività di amministrazione di società ed enti comporta, in alcune ipotesi, la necessità di attingere a conoscenze direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo svolto. I compensi percepiti dal professionista per l’esercizio dell’attività di amministratore sono attratti nel reddito professionale quando ricorre una delle seguenti circostanze: 1) gli ordinamenti professionali ricomprendono espressamente, nel novero delle mansioni tipiche esercitabili dalla categoria disciplinata, l’amministrazione o la gestione di aziende; 2)...

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