L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 12.12.2001 n. 105, ha precisato i criteri per individuare la qualificazione fiscale dei compensi percepiti da professionisti per lo svolgimento dell’attività di amministratore, vale a dire quando i compensi costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, c. 1, lett. c-bis del TUIR) oppure redditi di lavoro autonomo (art. 53, c. 1 del TUIR). La circolare 105/2001 afferma che, al fine di stabilire se sussiste o meno una connessione tra l’attività di collaborazione e quella di lavoro autonomo esercitata, occorre valutare se per lo svolgimento dell’attività di collaborazione siano necessarie conoscenze tecnico-giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. Aggiunge, significativamente, che anche l’esercizio dell’attività di amministrazione di società ed enti comporta, in alcune ipotesi, la necessità di attingere a conoscenze direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo svolto.
I compensi percepiti dal professionista per l’esercizio dell’attività di amministratore sono attratti nel reddito professionale quando ricorre una delle seguenti circostanze: 1) gli ordinamenti professionali ricomprendono espressamente, nel novero delle mansioni tipiche esercitabili dalla categoria disciplinata, l’amministrazione o la gestione di aziende; 2)...