L'art. 39 D.L. 124/2019 introduce rilevanti novità in tema di reati tributari. In estrema sintesi, le modifiche riguardano essenzialmente tre aspetti: complessivo inasprimento delle pene; riduzione delle soglie minime di punibilità; estensione del modello di responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Sul fronte dell'inasprimento del quadro sanzionatorio, si osserva anche la previsione della cosiddetta confisca allargata. Si nota una totale revisione delle sanzioni per i reati dichiarativi, con distinzione tra quelli relativi alla dichiarazione fraudolenta e quelli relativi alla dichiarazione infedele. Nel primo caso, abbiamo due tipologie di condotte. La prima è quella prevista dall'art. 2 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) punita con la reclusione da 4 a 8 anni, ridotta da 1 anno e 6 mesi a 6 anni se gli elementi passivi fittizi sono inferiori a 100.000 euro. Altra condotta è quella prevista dall'art. 3 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) per la quale adesso è prevista la reclusione da 3 a 8 anni. Per quest'ultima fattispecie, ai fini della punibilità, è necessaria la realizzazione congiunta di 2 condizioni. La prima è che, per ogni tipologia di imposta, sia superata la soglia di 30.000 euro; la seconda, che l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti a...