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Imposte e tasse 28 Novembre 2019

Con il decreto fiscale si stringono le maglie dei reati tributari

Novità in vista, dall'inasprimento delle pene alla riduzione delle soglie minime di punibilità.

L'art. 39 D.L. 124/2019 introduce rilevanti novità in tema di reati tributari. In estrema sintesi, le modifiche riguardano essenzialmente tre aspetti: complessivo inasprimento delle pene; riduzione delle soglie minime di punibilità; estensione del modello di responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Sul fronte dell'inasprimento del quadro sanzionatorio, si osserva anche la previsione della cosiddetta confisca allargata. Si nota una totale revisione delle sanzioni per i reati dichiarativi, con distinzione tra quelli relativi alla dichiarazione fraudolenta e quelli relativi alla dichiarazione infedele. Nel primo caso, abbiamo due tipologie di condotte. La prima è quella prevista dall'art. 2 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) punita con la reclusione da 4 a 8 anni, ridotta da 1 anno e 6 mesi a 6 anni se gli elementi passivi fittizi sono inferiori a 100.000 euro. Altra condotta è quella prevista dall'art. 3 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) per la quale adesso è prevista la reclusione da 3 a 8 anni. Per quest'ultima fattispecie, ai fini della punibilità, è necessaria la realizzazione congiunta di 2 condizioni. La prima è che, per ogni tipologia di imposta, sia superata la soglia di 30.000 euro; la seconda, che l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti a...

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