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Imposte e tasse 16 Luglio 2021

Con la cessazione dell'azienda via anche l'avviamento

La recente risposta all'interpello 429/2021 riconosce che, anche se l'operazione riguarda un ramo d'azienda, il valore fiscalmente riconosciuto attribuito all'avviamento è immediatamente deducibile quale insussistenza di attività.

La sorte dei beni immateriali eliminati dal ciclo produttivo non è mai stata completamente risolta in ambito tributario. Nella prassi dell'Agenzia si registrano prese di posizione che hanno generato particolari perplessità. Ad esempio, con la circolare 8/E/2010, l'Agenzia ha sostenuto che, in caso di conferimento neutrale, l'avviamento non è oggetto di trasferimento (ma viene stornato dalla contabilità del soggetto conferente in conseguenza della perdita di valore scaturente dalla “dismissione” del compendio aziendale di riferimento). Da ciò, secondo la tesi sostenuta dall'Agenzia, deriva che il soggetto conferente deve continuare ad ammortizzare il valore fiscale dell'avviamento “cancellato”. La tesi è stata subito avversata dalla dottrina prevalente (per tutte AiDC 181/2011) perché l'avviamento è una “qualità” dell'azienda, sicché non pare ragionevole ipotizzare una circolazione disgiunta da essa. Al di fuori del caso del conferimento, non pare esserci dubbio circa la contribuzione dell'avviamento alla determinazione del valore trasferito in caso di cessione di azienda ex art. 86 del Tuir. Rimane, altresì, dubbio il trattamento da riservare all'eliminazione dei beni immateriali. L'Agenzia ha ritenuto che a questa fattispecie non si applichi l'art. 101, c. 5 del Tuir, costringendo le aziende a continuare il processo di...

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