Per effetto delle disposizioni limitative dei diritti dei contribuenti stabilite nella L. 160/2019 e nel decreto ministeriale attuativo del 28.06.2022, mentre sono in corso attività istruttorie, non sarà possibile effettuare nessun accesso né chiedere alcunché all’Agenzia delle Entrate.
È il documento sulla valutazione d’impatto dei nuovi trattamenti informatizzati, pubblicato il 19.05.2023 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate che dà espressamente conto di questa situazione.
Entrando più nel dettaglio il diritto di accesso agli atti da parte dei contribuenti e quello di ottenere dal titolare del trattamento (Agenzia delle Entrate) la conferma che sia o meno in corso un trattamento nei suoi confronti, non potrà essere esercitato se non alla fine del processo di analisi e di selezione del rischio.
Durante tutta questa fase, la cui stessa durata è ovviamente sconosciuta, i contribuenti saranno tenuti all’oscuro di tutto ciò che l’Agenzia delle Entrate, assieme alla Guardia di Finanza, sta facendo.
Come illustrato nel documento in commento le nuove attività informatizzate di analisi e selezione dei contribuenti potranno avere una duplice finalità: lo stimolo all’adempimento spontaneo da parte dei soggetti selezionati o l’inizio di attività ispettive nei loro confronti. La scelta di una delle due tipologie di attività avrà diversi riflessi sulla trasparenza delle attività svolte dagli uffici.
Nel caso di stimolo all’adempimento (la c.d. compliance fiscale) i contribuenti potranno infatti avere accesso alle informazioni che sono state utilizzate dal Fisco nell’attività di analisi e selezione, soltanto a decorrere dal momento di ricezione degli inviti a regolarizzare la loro posizione fiscale.
Anche nel caso in cui alla fine delle nuove attività informatizzate i contribuenti selezionati dagli algoritmi del Fisco saranno sottoposti ad attività di controllo fiscale vere e proprie, l’accesso alle loro informazioni e ai documenti che li riguardano potrà avvenire soltanto dalla data di consegna del processo verbale di constatazione ovvero dalla notifica dell’atto istruttorio o del provvedimento impositivo (avviso di accertamento, di rettifica, di irrogazione sanzioni, ecc.).
I contribuenti che, a loro totale insaputa, sono stati invece oggetto di trattamento da parte dei nuovi sistemi di intelligenza artificiale ma che non risulteranno destinatari né di attività di stimolo all’adempimento spontaneo né di attività di controllo, potranno esercitare il diritto di accesso agli atti che li riguardano, soltanto “...dal primo giorno successivo a quello in cui matura la decadenza della potestà impositiva”.
Altro che contraddittorio preventivo e collaborazione sempre più avanzata tra Fisco e contribuenti, come annunciato in più parti della delega fiscale; la discesa in campo degli algoritmi rischia di essere l’esatto contrario.
L’Amministrazione Finanziaria avrà infatti sempre più poteri e armi a sua disposizione mentre per i contribuenti vi sarà una limitazione e compressione di ogni diritto, anche quello più semplice di accesso alle informazioni che lo riguardano, fino al momento in cui non sarà raggiunto da un atto impositivo o di compliance.
A quel punto però potrebbe essere troppo tardi.
È il documento sulla valutazione d’impatto dei nuovi trattamenti informatizzati, pubblicato il 19.05.2023 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate che dà espressamente conto di questa situazione.
Entrando più nel dettaglio il diritto di accesso agli atti da parte dei contribuenti e quello di ottenere dal titolare del trattamento (Agenzia delle Entrate) la conferma che sia o meno in corso un trattamento nei suoi confronti, non potrà essere esercitato se non alla fine del processo di analisi e di selezione del rischio.
Durante tutta questa fase, la cui stessa durata è ovviamente sconosciuta, i contribuenti saranno tenuti all’oscuro di tutto ciò che l’Agenzia delle Entrate, assieme alla Guardia di Finanza, sta facendo.
Come illustrato nel documento in commento le nuove attività informatizzate di analisi e selezione dei contribuenti potranno avere una duplice finalità: lo stimolo all’adempimento spontaneo da parte dei soggetti selezionati o l’inizio di attività ispettive nei loro confronti. La scelta di una delle due tipologie di attività avrà diversi riflessi sulla trasparenza delle attività svolte dagli uffici.
Nel caso di stimolo all’adempimento (la c.d. compliance fiscale) i contribuenti potranno infatti avere accesso alle informazioni che sono state utilizzate dal Fisco nell’attività di analisi e selezione, soltanto a decorrere dal momento di ricezione degli inviti a regolarizzare la loro posizione fiscale.
Anche nel caso in cui alla fine delle nuove attività informatizzate i contribuenti selezionati dagli algoritmi del Fisco saranno sottoposti ad attività di controllo fiscale vere e proprie, l’accesso alle loro informazioni e ai documenti che li riguardano potrà avvenire soltanto dalla data di consegna del processo verbale di constatazione ovvero dalla notifica dell’atto istruttorio o del provvedimento impositivo (avviso di accertamento, di rettifica, di irrogazione sanzioni, ecc.).
I contribuenti che, a loro totale insaputa, sono stati invece oggetto di trattamento da parte dei nuovi sistemi di intelligenza artificiale ma che non risulteranno destinatari né di attività di stimolo all’adempimento spontaneo né di attività di controllo, potranno esercitare il diritto di accesso agli atti che li riguardano, soltanto “...dal primo giorno successivo a quello in cui matura la decadenza della potestà impositiva”.
Altro che contraddittorio preventivo e collaborazione sempre più avanzata tra Fisco e contribuenti, come annunciato in più parti della delega fiscale; la discesa in campo degli algoritmi rischia di essere l’esatto contrario.
L’Amministrazione Finanziaria avrà infatti sempre più poteri e armi a sua disposizione mentre per i contribuenti vi sarà una limitazione e compressione di ogni diritto, anche quello più semplice di accesso alle informazioni che lo riguardano, fino al momento in cui non sarà raggiunto da un atto impositivo o di compliance.
A quel punto però potrebbe essere troppo tardi.
