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Imposte e tasse 15 Settembre 2022

Conferimenti non proporzionali, uno strumento flessibile 

Il Codice Civile ammette conferimenti non proporzionali alle quote societarie, anche la prassi tributaria riconosce questa facoltà senza intravedere fenomeni impositivi, quantomeno per i conferimenti in denaro.

È passato ormai un ventennio da quando la riforma del diritto societario ha dato dignità ai conferimenti non proporzionali in Spa e Srl (secondo le rispettive discipline). La delega, cui la riforma è seguita, intendeva consentire ai soci di regolare l’incidenza delle rispettive partecipazioni sociali sulla base di scelte contrattuali, garantendone la flessibilità. In attuazione della delega è stato consentito agli investitori di effettuare conferimenti non proporzionali. Per meglio comprendere il fenomeno, il caso di scuola è quello della partnership tra un socio industriale e un socio finanziario. È facile rinvenire nella prassi schemi che privilegiano il conferimento del socio industriale rispetto a quello finanziario. Quest’ultimo, infatti, fa una scommessa sull’apporto del socio industriale riconoscendone un’utilità implicita, in relazione alla sua attività, alla reputazione, al know how apportato, o comunque a una sorta di avviamento. Si tratta di dare rilevanza ad utilità, quali il conferimento d’opera o di servizi, che risulta precluso o quantomeno non agevole nelle Spa. La disciplina delle assegnazioni non proporzionali risponde all’esigenza di rendere leciti rapporti, come quello esemplificato, e garantire l’integrità del capitale nel suo complesso. Quanto agli aspetti tributari, è di grande interesse il compendio contenuto nella...

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