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Imposte e tasse 04 Giugno 2021

Coniugi separati: soggettività passiva Imu

La normativa prevede un'assimilazione all'abitazione principale in virtù dell'assegnazione a uno degli ex coniugi.

In caso di separazione, l'ex casa coniugale viene spesso assegnata dal giudice a uno degli ex coniugi, senza modificarne il titolo di proprietà di entrambi su di essa: come si devono comportare i 2 soggetti passivi nei confronti dell'immobile? L'art. 4, c. 12-quinquies D.L. 16/2012 ha dapprima disciplinato la formulazione dell'Imu, vale a dire dal 2012 al 2019: ai sensi di questa previsione, veniva individuato nel coniuge assegnatario del bene il soggetto passivo di imposta, che poteva quindi usufruire del trattamento agevolato previsto per l'abitazione principale, mentre l'altro coniuge veniva esonerato da qualsiasi obbligo tributario (una sorta di assimilazione al “nudo proprietario”). La L. 160/2019, disciplinando la nuova Imu, ne ha modificato la disciplina, trattando non di “coniuge assegnatario”, ma di “genitore affidatario dei figli”: da subito ci si è posti il dubbio riguardante il trattamento tributario in capo a un'abitazione assegnata a un ex coniuge senza figli, o con figli già autonomi, e se anche in questo caso l'assegnazione venisse equiparata ad un diritto di abitazione in capo all'assegnatario. Nel gennaio 2020 lo stesso MEF aveva offerto un'interpretazione decisamente restrittiva in merito alla normativa in commento: secondo il Ministero, il tenore letterale dell'art. 1, c. 741, lett. c) L. 160/2019 non lasciava spazio a nessuna altra interpretazione, se...

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