Consorzi di cooperative negli appalti: qualificazione e fiscalità
Le nuove verifiche per i consorzi fra cooperative negli appalti pubblici, tra regole di qualificazione ex D.Lgs. 36/2023, principio di neutralità fiscale e disciplina delle riserve indivisibili.
Ambito applicativo e qualificazione nei contratti pubblici - I consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro (art. 65, c. 2, lett. b) D.Lgs. 36/2023) beneficiano di una disciplina speciale per la partecipazione alle gare pubbliche. L’art. 67 del Codice dei Contratti Pubblici definisce i confini dell’immedesimazione organica e le modalità con cui l’ente consortile attribuisce l’esecuzione alle consorziate. La norma, aggiornata dal D.Lgs. 209/2024 (decreto Correttivo) e dalla L. 34/2026 (legge Pmi), impone criteri di trasparenza per garantire l’effettività del modulo consortile, estendendo i controlli di qualificazione e il possesso dei requisiti generali (artt. 94 e 95) sia al consorzio sia alle consorziate esecutrici.Spendibilità dei requisiti e limiti del cumulo - Sotto il profilo operativo, la spendibilità del requisito esperienziale e tecnico si fonda sul vincolo organico tra consorzio e consorziate. Ai sensi dell’art. 67 e dell’Allegato II.12 al D.Lgs. 36/2023, il computo dei requisiti segue binari differenti a seconda dell’oggetto della gara: negli appalti di servizi e forniture le capacità tecniche e finanziarie sono computate cumulando in capo al consorzio le attrezzature, i mezzi d’opera e l’organico medio dei propri membri, ancorché posseduti dalle singole imprese. Negli appalti di lavori, invece, il Correttivo e la successiva L. 34/2026 hanno superato il "cumulo alla rinfusa": qualora il consorzio designi una consorziata per...