Conto termico 3.0: cooperative sociali assimilate agli enti della PA
La recente importante presa di posizione del GSE chiarisce una volta per tutte che, ai fini dei benefici relativi al “Conto Termico 3.0”, le cooperative sociali sono del tutto assimilate agli enti della Pubblica Amministrazione.
Pur in presenza di un dettato normativo tutto sommato chiaro, nella prassi operativa le cooperative sociali, in relazione ai benefici richiesti in corrispondenza degli interventi da esse posti in essere per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, si sono trovate di fronte a differenti posizioni e interpretazioni, in relazione alla propria natura, a seconda dei territori e degli interlocutori di volta in volta interessati all’operazione, con conseguente applicazione di diversi livelli di beneficio.In effetti, nelle definizioni contenute nell’art. 2 D.M. Ambiente 7.08.2025, le cooperative sociali di cui alla L. 381/1991, che siano iscritte nei rispettivi albi, sono ricomprese nel più ampio concetto di “amministrazioni pubbliche” (lett. c), quindi tra i soggetti in relazione ai quali sono previsti benefici in misura più consistente, rispetto agli altri enti ammessi.Alcuni dubbi sono sorti tra gli operatori, in virtù di quanto previsto, in relazione agli interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica degli edifici, dall’art. 4, ultimo comma, del decreto citato, secondo il quale “sono assimilati alle amministrazioni pubbliche gli enti del Terzo settore [...] che non svolgono attività di carattere economico”. In questo senso, va ricordato come le cooperative sociali siano a tutti gli effetti enti del Terzo settore, secondo quanto previsto dall’art. 4, c. 1 D.Lgs. 117/2017; esse,...