Un modello alternativo alle soluzioni tradizionali dell'acquisto e della locazione di uffici. Aspetti pratici e punti di forza.
È bene premettere che esiste un principio nel nostro Codice Civile, dettato dall'art. 1322, in forza del quale le parti di un contratto possono liberamente determinare il suo contenuto nei limiti imposti dalla legge, nonché concludere contratti diversi da quelli tipici indicati dal codice stesso. Sono ammessi, quindi, contratti misti, atipici o collegati.
Nel tempo, prendendo spunto dal contratto di locazione, si sono diffusi vari contratti atipici rivolti a soddisfare esigenze particolari. Come è noto, la locazione è un contratto tipico attraverso il quale una parte si obbliga a fare godere all'altra una cosa mobile o immobile, per un dato periodo, dietro pagamento di un corrispettivo. È sorta la necessità di ipotizzare l'utilizzo, dietro corrispettivo, non di una cosa, ma di un servizio o una serie di servizi. Per esempio, un professionista ha necessità di utilizzare non solo uno spazio, ma anche una serie di servizi funzionali allo svolgimento della propria attività lavorativa (Internet, fax, sala riunioni, computer e altro).
Per tale finalità è nato il coworking, contratto che prevede l'utilizzo di una postazione di lavoro attrezzata all'interno di uno spazio condiviso anche per poche ore al giorno. È, quindi, un contratto atipico, perché non espressamente previsto dal Codice Civile, il cui contenuto è rimesso alla libertà delle parti. Molte...