Contributo a fondo perduto e operazioni straordinarie
Complicate valutazioni per determinare l'accesso al beneficio soprattutto nel caso di operazioni straordinarie, dovendosi tenere in considerazione i parametri aggregati con quelli delle aziende trasferite.
Una delle misure più gettonate, nell'ambito degli interventi volti a fronteggiare l'emergenza Covid-19, è il contributo a fondo perduto previsto dal "Decreto Rilancio" a favore di un'ampia platea di soggetti economici. L'agevolazione è concessa con un singolare meccanismo volto a identificare in modo semplice ed estremamente rapido i soggetti colpiti da un significativo calo di liquidità. Il soggetto economico è tutelato laddove vi sia stato un calo puntuale del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019: il meccanismo risulta affetto da fluttuazioni casuali e non sempre riconducibili all'emergenza, ma ha il pregio di essere applicato in via automatica e tempestivamente riscontrato dall'Agenzia delle Entrate, che ha a sua disposizione i dati della fatturazione elettronica.
Alcune situazioni necessitano però di aggiustamenti.
È questo il caso di imprese che sono state oggetto di operazioni straordinarie quali scissioni e fusioni. Tali operazioni, infatti, giuridicamente costituiscono modifiche statutarie e non fenomeni traslativi. Di conseguenza, sono caratterizzate da un regime di neutralità fiscale che è ormai una caratteristica del sistema. Anche il conferimento di azienda può essere assimilato alle operazioni di scissione e fusione quando non ha effetti realizzativi in ambito fiscale. L'art. 176 del Tuir specifica che le aziende acquisite in dipendenza dei...