Altre imposte indirette e altri tributi
29 Luglio 2026
Contributo unificato minimo e blocco al ruolo
La Consulta (sent. 137/2026) salva il blocco all'iscrizione a ruolo per mancato versamento del contributo minimo. Tuttavia, boccia il veto del cancelliere: toccherà al legislatore rimettere le sorti dell'azione a un giudice.
La recente sentenza n. 137, depositata il 21.07.2026 dalla Corte Costituzionale, interviene su un tema nevralgico per i professionisti: il blocco dell'iscrizione a ruolo per l'omesso versamento del contributo unificato minimo. La pronuncia, analizzando l'art. 14, c. 3.1 D.P.R. 115/2002 (introdotto dalla legge di Bilancio 2025), traccia un solco netto tra le sacrosante esigenze di finanza pubblica e le inaccettabili derive burocratiche. Da un lato, la Consulta "salva" l'onere economico: vincolare l'accesso alla giustizia civile al preventivo pagamento della quota minima, ordinariamente pari a 43 euro, è ritenuto legittimo e proporzionato. La ratio è squisitamente pragmatica: il tasso di evasione su queste micro-cifre aveva raggiunto livelli patologici (con quasi 60.000 richieste di recupero nel 2023) rendendo l'attività di riscossione antieconomica e inefficiente. Ma è sul fronte processuale che la Corte lancia un monito severo, evidenziando un'anomalia di sistema letale per il diritto di difesa: l'attribuzione al cancelliere, mero organo amministrativo, del potere di rifiutare l'iscrizione a ruolo. Il professionista sa bene cosa questo significhi nella pratica: un "potere di veto" che preclude a monte l'assegnazione del fascicolo a un giudice, obbligando la parte a incardinare un gravoso e irrazionale "doppio giudizio" per contestare il diniego. La Consulta riconosce la palese anomalia, sancendo che la sorte dell'azione non può essere compromessa irrimediabilmente da un...