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Revisione
31 Ottobre 2019
Controlli del revisore sulle riserve di rivalutazione
È di primaria importanza operare un'attenta analisi della contabilizzazione delle poste del patrimonio netto, alla luce del principio contabile OIC 28.
Le modifiche introdotte dal legislatore con il D.Lgs. 18.08.2015, n. 139 alle disposizioni del Codice Civile concernenti la predisposizione del bilancio, hanno inciso in modo significativo sulla classificazione e sul contenuto delle voci di patrimonio netto (principio contabile OIC 28) e sulla loro movimentazione in occasione di operazioni tra società e soci, come nel caso in cui l'azienda abbia beneficiato di leggi di rivalutazione. La disciplina della rivalutazione dei beni d'impresa e delle partecipazioni è stata reintrodotta dall'art. 1, cc. 556-563 L. 232/2016. Secondo quanto previsto dalla circolare 14/E/2017, tra le riserve si iscrivono le rivalutazioni di attività previste dalle leggi speciali in materia, alcune delle quali possono prevedere una specifica evidenza in bilancio mediante 3 metodologie:
• incremento sia dell'importo dei cespiti, sia del Fondo ammortamento;
• incremento del costo storico dei cespiti;
• riduzione dei fondi ammortamento.
Incremento sia dell'importo dei cespiti che del fondo ammortamento - Rivalutazione del costo storico e del fondo di ammortamento, mantenendo inalterata l'originaria durata del processo di ammortamento. Per esempio, si ipotizza che un bene che abbia un valore contabile di 6.000 euro, un fondo ammortamento di 2.500 euro e un importo rivalutabile di 2.000 euro: in tal caso il contribuente può rivalutare il bene incrementando il valore contabile da 6.000 a 7.500...