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Estero
10 Agosto 2026
Controlli Iva su dati esteri per gli acquisti Ue del forfetario
Gli elenchi riepilogativi trasmessi dai fornitori comunitari alimentano il sistema Vies e consentono all'Agenzia delle Entrate di confrontare le operazioni con i versamenti effettuati in Italia.
Il perimetro dei controlli Iva sui forfetari si sta ampliando. L'Agenzia delle Entrate sta notificando ai contribuenti in regime forfetario ex L. 23.12.2024, n. 190 schemi di atto relativi ad acquisti intracomunitari di beni e servizi effettuati nel 2021, per i quali non risulterebbero assolti gli obblighi di versamento dell’Iva connessi al reverse charge. La pretesa del Fisco comprende l'imposta calcolata sulle operazioni individuate, gli interessi e la sanzione per omesso o tardivo versamento, indicata nella misura del 30% applicabile alle violazioni commesse nel periodo controllato.Il punto centrale riguarda, però, l'origine delle informazioni: molte fatture estere non transitano dal Sistema di interscambio, ma le operazioni non sono per questo invisibili al Fisco. Il dato arriva, in primo luogo, dagli elenchi riepilogativi presentati dal fornitore nello Stato membro nel quale è identificato ai fini Iva: tutti i Paesi dell'Unione europea devono, infatti, raccogliere le informazioni relative alle cessioni intracomunitarie di beni e alle prestazioni generiche B2B territorialmente rilevanti nello Stato del committente e, di conseguenza, per le quali l'imposta è dovuta da quest'ultimo mediante inversione contabile. La denominazione e il modello cambiano da Paese a Paese, ma il contenuto essenziale deriva dalla direttiva Iva: partita Iva del cliente comunitario e valore complessivo delle operazioni effettuate nel periodo. Il regime forfetario, come è noto, elimina la...