Economia 04 Maggio 2020

Conversione del Decreto Liquidità, un'occasione da non perdere

L'iter parlamentare deve consentire di aggiornare e rendere fruibili alla globalità delle imprese tutta una serie di misure, che potrebbero essere indispensabili per la Fase 2 della pandemia, quella della ripresa.

Le cose da sistemare sono tante e, tralasciando gli aspetti di natura prettamente fiscale che avranno altre occasioni ed altri provvedimenti per essere meglio modulati, l'attenzione deve concentrarsi sulle modalità per una corretta erogazione della nuova finanza e sulle disposizioni civilistiche per una gestione, sia del bilancio 2019 che dell'intero anno 2020, libera da inutili e pericolosi condizionamenti. La motivazione è evidente e conclamata: il 2020, in tutti i suoi risvolti economici e finanziari, risulterà pesantemente condizionato da un evento totalmente esogeno, di portata globale, a fronte del quale nulla o poco possono sia la volontà che le capacità imprenditoriali; per tali caratteristiche, pertanto, questo evento è da neutralizzare in termini di effetti a breve e soprattutto a medio termine, cercando di rendere più efficaci e chiare possibile le norme d'emergenza. La più evidente distorsione delle finalità delle norme sul finanziamento delle imprese è contenuta nell'art. 13 D.L. 23/2020 che regolamenta l'accesso al Fondo di garanzia delle PMI e prevede al c. 1, lett. e), un computo di nuova finanza pari solo al 10% in più rispetto alle posizioni “riconvertite” dalle banche; se non verrà corretta, tale disposizione potrebbe comportare uno spostamento di indebitamento non assistito da garanzia verso le nuove forme di finanziamento protetto anche...

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