Con un recente interpello l'Agenzia delle Entrate affronta il tema delle correzioni contabili esaminando quali riflessi assuma la modifica del patrimonio netto ai fini ACE, il tutto nel contesto degli adempimenti dichiarativi.
L'interpello 21.04.2021, n. 279 con il quale l'Agenzia delle Entrate valuta quali siano le conseguenze delle correzioni contabili, eseguite con diretta modifica del patrimonio netto, sul calcolo dell'ACE, assume un evidente risvolto dichiarativo per la compilazione del prospetto inserito nel quadro RS del modello Redditi 2021, al rigo 113.
Con una correzione contabile, se il fatto assume una certa rilevanza, viene imputata a patrimonio netto la differenza che si genera per avere imputato un componente positivo o negativo a suo tempo non rilevato. Nell'interpello sopra citato si parla di un componente negativo (maggiore quota di ammortamento della immaterialità "Avviamento") che viene contabilizzato ora utilizzando una riserva, la quale, quindi, diminuisce il proprio ammontare. Tale importo deve intendersi una sorta di attribuzione ai soci generando quindi nell'esercizio in cui la correzione contabile è eseguita una riduzione della base ACE?
Sul punto va rilevato che già la relazione illustrativa del D.M. 3.8.2017 aveva escluso una conseguenza diretta sulla base ACE (in aumento o in diminuzione) della modifica del patrimonio netto e l'attuale interpello conferma questa impostazione. Infatti, tali modifiche non hanno una diretta rilevanza ai fini ACE, ma i diversi risultati dei singoli esercizi possono avere rilevanza ai fini ACE tramite l'istituto del ravvedimento operoso. Quindi volendo esemplificare...