L'intelligenza artificiale è entrata negli studi professionali, ma portarla con sé comporta responsabilità precise. Da febbraio 2025 sono operative le prime disposizioni dell'AI Act (Regolamento UE 2024/1689), mentre da ottobre 2025 è in vigore la L. 132/2025 che impatta direttamente su commercialisti e consulenti del lavoro. Non si tratta di suggerimenti: sono obblighi con sanzioni che arrivano fino a 35 milioni di euro. Vediamo cosa si deve fare concretamente.Quadro normativo - La compliance AI per studi professionali poggia su 3 normative: AI Act (Regolamento UE 2024/1689), che classifica i sistemi AI per livello di rischio. La piena applicazione sarà il 2.08.2026, ma alcune disposizioni sono già operative; normativa italiana (L. 132/2025), in vigore dal 10.10.2025, che introduce obblighi specifici per le professioni intellettuali (art. 13); GDPR + Privacy by Design. Ogni trattamento dati tramite AI deve rispettare il Regolamento Privacy; non esistono scorciatoie.Cosa dice la deontologia professionale - I commercialisti devono rispettare il Codice deontologico modificato a novembre 2025 (artt. 21 e 45). Le regole sono chiare: l'AI è ammessa solo per attività strumentali, mai per sostituire il giudizio professionale. La responsabilità resta totalmente del professionista.I consulenti del lavoro applicano le linee guida del Consiglio nazionale (ottobre 2025) che ribadiscono: trasparenza, supervisione umana, responsabilità piena del professionista. Anche qui,...