Infatti, risulta ovvio che il professionista potrebbe avere la propria soddisfazione lavorativa in altri modi: lavorando per un’azienda, con uno studio diverso dal proprio, lavorando da solo, ecc.; potrebbe addirittura fare qualcosa di completamente diverso come l’allevatore di canarini.
La scelta di quale veicolo sia migliore per esprimere il proprio potenziale è uno dei grandi dilemmi della vita umana nonché il più grande cruccio di ogni genitore, ma comprendere quando "il veicolo" corrente non sta funzionando è molto più semplice. Per tanti professionisti, infatti, questa è stata la sensazione negli ultimi anni: bravi e capaci piloti, che si sono trovati, nel giro di poco tempo a guidare un mezzo meno performante delle necessità e quindi a ottenere, a parità di impegno, risultati sempre meno soddisfacenti.
Ed è qui che la distinzione tra pilota e veicolo diventa importante. Se si sta dando il massimo, come è possibile fare di più? Cambiando la macchina oppure aggiustandola.
È sufficiente guardare un indicatore: il margine generato. Se lo studio non sta realizzando almeno il 30% di margine ante imposte, i nostri benchmark ci dicono che sono presenti problemi gestionali e di “modello” che rendono la macchina inadeguata alla corsa e certamente non pronta alla crescita dimensionale.
Con un margine inferiore al 30%, la chiave per sbloccare il risultato è in primo luogo dotare lo studio di un sistema di pianificazione e controllo delle attività svolte. In questo modo si avrà traccia dei costi e sarà così possibile snellire i processi produttivi e valorizzare adeguatamente le prestazioni.
Parallelamente, bisogna lavorare sulla generazione di fatturato seguendo 3 binari:
- vendere di più di quello che stai vendendo ai clienti. In questa categoria di azioni rientra la gestione dei forfait sottodimensionati rispetto al servizio erogato;
- vendere altro agli stessi clienti. Riguarda la valorizzazione delle attività extra e suggerisco un approccio proattivo alla proposta di cose nuove al cliente;
- trovare nuovi clienti. Trovare clienti è utile, ma è molto più funzionale se questi vengono inseriti in un contesto di studio pronto a valorizzarli: se non sei certo di guadagnarci è inutile prenderli.
Se oggi il modello di business del tuo studio non è in grado di trasformare il tuo sforzo in risultato, è ora di ripensare alla macchina chiedendosi come essere utili al cliente, come seguirlo con i mezzi attuali e come raggiungere i propri obiettivi (anche economici) grazie a una gestione consapevole delle proprie risorse. Spero che questo spunto possa essere di ispirazione per la grande rivoluzione che metterai in atto quest’anno e sappi che la differenza tra il tuo successo e quello che non avranno gli altri sarà la tua capacità di passare all’azione.
