La motivazione è una forza importante, ma diventa sterile se non è inserita in un metodo preciso. Senza strategia, marketing, vendita e negoziazione, la carica iniziale si spegne presto e i risultati non arrivano.
Quando qualcuno mi chiede che lavoro faccio, confesso che vado in difficoltà, poiché il mio lavoro non è facilmente inquadrabile, non corrisponde ai criteri classici: commercialista, operaio, medico, geometra, farmacista, idraulico.Se dico “Formatore”, la risposta è: “Ah, bene, interessante” che significa “Non ho capito, ma vivo lo stesso”, quindi si continua parlando d’altro e continuando la relazione. Se dico “Consulente”, la risposta è identica alla precedente.In realtà io insegno a professionisti, imprenditori, venditori come essere più efficaci, avere più clienti, fatturare di più e aumentare i margini di reddito. Ma questa professione non ha nemmeno un Albo riconosciuto, come architetti, psicologi, commercialisti, giornalisti.Come faccio a descriverlo con una sola parola? Insegnante? Istruttore? Sono termini troppo generici. A volte cerco di sintetizzarlo dicendo: "Consulente aziendale per lo sviluppo delle vendite”. E qui le risposte più gettonate sono 2: “Quindi sei un rappresentante?” oppure “Cioè? Spiegati”, quindi cerco di spiegarlo. Peccato che al termine della mia spiegazione spesso mi sento dire: “Ah, ho capito, fai il motivatore!”. E qui il mio autocontrollo è messo a dura prova. Vi spiego perché.Gli imprenditori italiani, soprattutto nelle microimprese o PMI, sono ottimi pionieri appassionati, coraggiosi che hanno costruito validi prodotti e servizi in un mercato che ne aveva bisogno. Per non dire di voi...