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IMPOSTE E TASSE 20/07/2020

Credito da sanificazione e acquisto di DPI

Comunicazioni delle spese sostenute e da sostenere nel 2020, entro il 7.09.2020. I criteri di riparto in caso di superamento del plafond.

L'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 259854/2020 e la circolare 20/E/2020, oltre a disporre le modalità operative per la fruizione del credito da adeguamento degli ambienti di lavoro, rivolto a una ristretta cerchia di beneficiari, ha fornito chiarimenti anche per il credito per sanificazione e acquisto di DPI, fruibile da una più vasta cerchia di soggetti. Tale credito è stato introdotto dall'art. 125 D.L. 34/2020 e va a sostituire, abrogandolo, il precedente omonimo previsto dall'art. 64 D.L. 18/2020. L'ambito soggettivo di applicazione comprende ditte individuali, SNC, SAS, SRL, SPA, SAPA, professionisti, associazioni tra professionisti, enti non commerciali, enti religiosi civilisticamente riconosciuti, stabili organizzazioni, a prescindere dal regime adottato; rientrano forfetari, minimi, imprenditori e imprese agricole.
L'ambito oggettivo, invece, si può distinguere in 2 categorie di spese:
- spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro o per la sanificazione degli strumenti di lavoro, dove con tale termine si intendano tutte le attività finalizzate a eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus e tale condizione risulti da certificazione redatta da operatori sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti; è anche possibile svolgere la sanificazione in economia, in presenza di specifiche competenze e sempre nel rispetto dei protocolli (da attestare);
- spese per l'acquisto di DPI, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute protettive, calzari conformi ai requisiti di sicurezza UE (la conformità alla normativa europea è da conservare per eventuali controlli), prodotti detergenti e disinfettanti, termometri, termoscanner, tappeti, vaschette sempre a norma UE, barriere, pannelli protettivi, incluse le spese di installazione.
Per fruire del credito è necessario sostenere la spesa nel corso del 2020 per un importo massimo di 100.000 euro (con un credito massimo, quindi, pari a 60.000 euro, ossia il 60%); lo si può utilizzare in compensazione tramite modello F24, nella dichiarazione dei redditi relativa al 2020; entro il 31.12.2021 può essere ceduto a terzi (compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari). È fiscalmente irrilevante e andrà indicato il suo utilizzo nel quadro RU del dichiarativo.
Per fruire del credito, tuttavia, non è sufficiente aver sostenuto la spesa, ma occorre presentare una comunicazione telematica all'Agenzia delle Entrate dal 20.07.2020 al 7.09.2020, indicando le spese sostenute e che si prevede si sosterranno fino al 31.12.2020. Quindi, l'Agenzia delle Entrate entro l'11.09.2020 emanerà un provvedimento che, se si sforerà il tetto massimo previsto pari a 200 milioni richieste pervenute, prevederà una riduzione della percentuale prevista (pari al 60%). Se invece il tetto non dovesse essere superato si manterrà l'originaria percentuale del 60% stabilita dall'art. 125.
Dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento sarà possibile utilizzare il credito in compensazione.