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Imposte e tasse 11 Giugno 2020

Credito di imposta in ricerca e sviluppo, innovazione e design

Il decreto attuativo del MiSE definisce i criteri per ottenere il beneficio fiscale, introdotto dalla legge di Bilancio 2020: attività e spese ammissibili, esempi e documenti da presentare.

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato il decreto con le modalità attuative del credito d'imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design ex L. 160/2019 (legge di Bilancio 2020, cc. 198-207). Il decreto, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, definisce i criteri per la corretta applicazione sul piano tecnico delle attività di R&S, di innovazione tecnologica, di design e ideazione estetica, nonché le regole di determinazione e imputazione temporale delle spese ammissibili e alcune precisazioni sugli oneri documentali di talune categorie di spese ammissibili. Il credito di imposta può essere chiesto dalle imprese di qualsiasi settore residenti in Italia, in regola con il Durc e la normativa sulla sicurezza sul lavoro. Sono ammessi investimenti effettuati nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2019, iniziati anche in periodi di imposta precedenti. Il decreto classifica in modo puntuale finalità e risultati delle attività, riprendendo i criteri generali elaborati dall'OCSE (Manuale di Frascati 2015). Attività di ricerca e sviluppo - Credito d'imposta pari al 12%, fino a un tetto di spesa di € 3 milioni. - Ricerca Fondamentale - Lavori sperimentali o teorici finalizzati all'acquisizione di nuove conoscenze in campo scientifico o tecnologico, senza arrivare necessariamente ad un utilizzo o un'applicazione a breve termine. - Ricerca Industriale - Lavori...

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