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Imposte e tasse 20 Settembre 2021

Credito d'imposta ricerca e sviluppo, parola all'Agenzia delle Entrate

Con un'interrogazione parlamentare è stato confermato che spetta al Fisco ogni attività di verifica per la fruizione della misura, mentre ai dicasteri competenti resta l'attività di indirizzo e l'emanazione di pareri specifici.

Stante la poca chiarezza nelle relative interpretazioni e negli indirizzi della Pubblica Amministrazione e l'assoluta incertezza sulle modalità di recupero del credito d'imposta, ritenuto inesistente ove non coerente con la norma, nel quesito è stato chiesto di conoscere se i Ministeri competenti fossero in procinto di adottare misure volte a chiarire la portata della norma, se non ritenessero che l'attività ispettiva dell'Agenzia delle Entrate dovesse essere ricondotta in un perimetro più chiaro, in assenza di interpretazioni aleatorie, e quanti fossero gli accertamenti eseguiti e i pareri richiesti al Ministero dello Sviluppo Economico. Nella risposta, il dipartimento legislativo del Ministero delle Finanze ha ripercorso i tratti salienti dell'interrogazione, ricordando che, dal 2018, l'onere di certificazione è stato esteso, per le imprese dotate di organo di controllo legale dei conti, allo stesso soggetto incaricato per la revisione e che, con un preciso documento di prassi (circ. 59990/2018), il Ministero dello Sviluppo Economico ha indicato le attività ammissibili, ricalcando le definizioni già in uso (ricerca fondamentale, applicata e sperimentale). Inoltre, il Ministero ha evidenziato che per la fruizione del credito d'imposta, nell'ambito dell'attività di controllo, è l'Agenzia delle Entrate (circolare n. 5/E/2016) che deve verificare la sussistenza delle...

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