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Imposte e tasse 31 Marzo 2021

Credito Iva: versamenti omessi o sospesi (per il Fisco) pari sono

La discutibile risposta al question time 5-05564 avalla il tecnicismo compilativo dei righi della dichiarazione Iva a credito, consentendo all'Erario di riprendersi anzitempo la liquidità sospesa.

Il tecnicismo compilativo della dichiarazione annuale porta alla sospensione (in tutto o in parte) del credito Iva “potenziale”, in presenza di versamenti Iva 2020 non eseguiti. Il meccanismo non è nuovo; è in vigore dal modello Iva 2019 per via del correttivo nella formula del rigo VL33 che riparametra il credito tenendo conto solo dei versamenti effettivamente eseguiti. Quello che stupisce è che, quest'anno, non si tenga conto della differenza fra versamenti omessi e versamenti sospesi causa del Covid-19. Il nuovo rigo VA16, destinato al monitoraggio di chi ha fruito di tali sospensioni, non ha infatti alcun effetto sul risultato del credito. La questione ha formato oggetto del question time n. 5-05564 la cui risposta fornita dal MEF, ancorché non sorprenda, non può ritenersi né soddisfacente, né giuridicamente convincente. Non è plausibile, infatti, mettere sullo stesso piano i versamenti omessi (che rappresentano una violazione sanzionabile) con i versamenti legittimamente sospesi sulla base di specifiche disposizioni normative e frutto, invece, di un comportamento legittimo. A denunciarlo, in una nota del 26.03.2021, l'ANC e Confimi Industria che evidenziano come in questo modo l'Erario si riprenda con significativo anticipo (vi sono piani di rateazione che possono concludersi entro il 2022) la liquidità che il legislatore ha invece ritenuto di lasciare nelle aziende maggiormente...

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