RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 05 Ottobre 2018

Credito R&S, il tema delle spese incrementali


Il Decreto Dignità, convertito nella L. 96/2018, pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'11.08.2018, ha ristretto l'ambito applicativo del credito R&S escludendo dall'agevolazione una tipologia di costi per acquisto di beni immateriali in operazioni infragruppo. In altre parole, non possono essere considerati costi agevolabili quelli sostenuti per l'acquisto di competenze tecniche e privative industriali relative a un'invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà di vegetale, se derivanti da operazioni intercorse tra imprese dello stesso gruppo societario. Si ricorda che il credito di R&S consiste in un credito d'imposta pari al 50% dell'incremento delle spese sostenute dal 2017 in poi (per le precedenti, ossia quelle sostenute nel 2015 e 2016, la percentuale era divisa tra 25% per alcune spese e 50% per altre) fino al 2020 (proroga ad opera della legge di Bilancio 2018) rispetto alla media delle stesse nel triennio fisso 2012-2013-2014. Riguardo al triennio di riferimento, l'art. 3, c. 2 D.L. 145/2013 ha disposto che per le imprese in attività da meno di 3 esercizi, la media degli investimenti è calcolata sul minor periodo a decorrere dal periodo di costituzione. Da qui, la risposta dell'Agenzia delle Entrate, con la circolare 16.03.2016, n. 5/E (paragrafo 3.1.2), che, per i soggetti che di fatto non hanno un triennio alle spalle per il...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.