Criteri di redazione di un business plan nella crisi d'impresa
Nel nuovo Codice della Crisi, diventa imprescindibile predisporre un business plan specifico che chiarisca agli stakeholders, chiamati ad approvarlo, come sarà realizzato il “turnaraund” per preservare la continuità aziendale, presupposto indispensabile per accedere agli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza.
Il risanamento dell’impresa caduta in dissesto, difficilmente può prescindere da un processo di “turnaraund” che comporti un'analisi critica del modello di business, delle scelte strategiche perseguite e della struttura delle risorse disponibili.
Il Business plan rappresenta il documento con cui viene formalizzato il percorso ipotizzato per superare lo stato di decozione. Non si tratta di prevedere il futuro. Occorre invece elaborare uno scenario sulla base di assunzioni ritenute credibili, supportato da elementi probatori ed argomentazioni di scienza aziendale; costituisce il documento programmatico e la “cornice di riferimento” in cui il management dovrà operare per conseguire il risanamento atteso.
Il documento deve essere basato su assunzioni caratterizzate dall’essere oggettive, in quanto dotate di un adeguato grado di credibilità e non semplici opinioni, dimostrabili con fonti esterne per mezzo di studi ed elaborati di parti terze, misurabili al fine di poterne stimarne l’importanza e monitorarne il conseguimento e infine stabili, non soggette a forti oscillazioni per la dipendenza da variabili esogene.
Il piano dovrà quindi illustrare processi razionali e convincenti che permettano di dimostrare la conclusione positiva della crisi come conseguenza logicamente attesa. Dovrà essere improntato nel rispetto della neutralità, nel senso di risultare adeguato, in quanto prescinde...