RICERCA ARTICOLI
Gestione d'impresa 25 Agosto 2023

Criticità per imprenditori in materia di continuità aziendale

Le imprese nel periodo Covid hanno beneficiato di un accesso al credito favorito dalle garanzie dello stato. L’economia è ripartita grazie a politiche espansive sul debito pubblico. L’inflazione ha consentito di beneficiare di una riduzione del costo del lavoro. Tutto questo purtroppo ha un prezzo che ora le imprese dovranno onorare.

Nell’esercizio 2022, 1° anno post Covid, l’economia ha avuto una forte ripresa. Il PIL nazionale (+6,8%, rispetto all’esercizio 2021) si è attestato su valori pari a quanto conseguito nel 2019. Le attese restano di crescita sia nel 2023 (+1,2%) sia nel 2024 (+1,1%), seppur in rallentamento rispetto al 2022. Non mancano, tuttavia, motivi di preoccupazione in quanto lo sviluppo economico è stato indotto da politiche pubbliche espansive e non trova, invece, fondamento su elementi strutturali. Nel periodo Covid le imprese hanno avuto ampio accesso al credito grazie al Fondo centrale pubblico, che ha assicurato il rischio delle banche. Nel periodo dal 17.03.2020 al 30.06.2022 sono state rilasciate garanzie statali per finanziamenti erogati per € 252,9 miliardi. L’economia interna, peraltro, ha beneficiato anche della crescita indotta artificiosamente dai vari bonus fiscali per oltre 110 miliardi. Le imprese, in questa situazione già “drogata”, hanno infine profittato degli effetti prodotti dall’improvviso aumento dell’inflazione. Questa dinamica, nel breve, tende a favorire la marginalità, in quanto i prezzi di vendita vengono, in qualche misura, proporzionati alla crescita dei costi mentre gli stipendi restano invariati. In linea teorica, un'impresa capace di ribaltare gli incrementi di costo sui clienti conseguirà un valore aggiunto adeguato all’inflazione e un margine...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.