Crocevia per deflazionare il contenzioso tributario
Il Fisco controlla, il contribuente si difende. Molte le alternative, più o meno onerose, che la legge di Bilancio 2023 offre, così ampliando il ventaglio di strumenti deflattivi rispetto a quelli ordinariamente previsti.
Intervenendo sulle misure finalizzate a disinnescare possibili contenziosi tributari la legge di Bilancio 2023 (L. 29.12.2022, n. 197) introduce nuovi strumenti, disciplinati dall’art. 1, cc. da 174 a 185. Si tratta, in particolare della possibilità di:
definire le contestazioni riguardanti le violazioni riferibili alle dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31.12.2021 e a periodi d’imposta precedenti (cc. 174–178);
chiudere, in modo agevolato, gli accertamenti con adesione relativi a processi verbali di constatazione consegnati entro la data del 31.03.2023, nonché relativi ad avvisi di accertamento e ad avvisi di rettifica e di liquidazione non impugnati e ancora impugnabili alla data del 1.01.2023 e a quelli notificati, successivamente a tale data, entro il 31.03.2023 (cc. 179–185).
In questa sede si sintetizzano le nuove regole disciplinate dalla prima casistica, rinviando l’esame dell’altra fattispecie a un successivo articolo.
Ciò premesso, le violazioni regolarizzabili all’interno delle disposizioni di cui ai menzionati cc. 174–178 prevedono il pagamento, con riferimento ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, di 1/18 del minimo edittale delle sanzioni irrogabili previsto dalla legge, oltre all’imposta e agli interessi dovuti (c. 174). Il contribuente può adottare, alternativamente, una delle seguenti...