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Imposte e tasse 27 Settembre 2019

Dagli ISA agli accertamenti bancari il passo è breve


Da un basso punteggio ISA a un accertamento sulle risultanze bancarie, potrebbe essere questione di un attimo. Tutto ciò per effetto di quanto espressamente previsto dall'art. 9-bis, c. 14 D.L. 50/2017 secondo il quale i responsi degli ISA si aggiungono alle informazioni presenti nell'anagrafe dei rapporti finanziari, influenzando così le attività di selezione e analisi del rischio dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Questo tipo di influenza tra i punteggi di affidabilità e l'archivio dei rapporti finanziari è stato puntualmente ribadito anche nelle due circolari estive dell'Agenzia delle Entrate dedicate ai nuovi strumenti di compliance: la circolare 2.08.2019, n. 17/E e la 9.09.2019, n. 20/E. Si tratta quindi dell'ennesima conferma della pericolosità e delle insidie che possono derivare dai giudizi di inaffidabilità fiscale. Oltre a queste considerazioni non può non essere evidenziato il fatto che il tema degli accertamenti basati sulle risultanze dell'anagrafe dei conti correnti sembra essere di nuovo tornato di attualità e potrebbe costituire una delle nuove frontiere in chiave antievasione. Ulteriore impulso a queste tipologie di accertamenti potrebbe derivare, oltre che dai punteggi ISA, anche da altre forme di utilizzo delle risultanze bancarie quali il c.d. risparmiometro o bancometro. L'Amministrazione Finanziaria sembra infatti decisa...

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