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Imposte e tasse 28 Settembre 2023

Dal 2024 aliquote Imu diversificate solo con specifico prospetto

Il prospetto contenente le aliquote differenziate deve essere pubblicato sul sito del MEF entro il 28.10 dell’anno precedente, pena la non applicazione.

L'art. 1, cc. 748-755 L. 160/2019 contiene la regolamentazione delle aliquote Imu prevedendo, nello specifico, un’aliquota base pari allo 0,86%, che i Comuni possono incrementare fino a un massimo del 1,06%. Viene inoltre concesso ai Comuni che in passato avevano esercitato l’aumento dell’aliquota Tasi dello 0,8%, di incrementare l’aliquota Imu fino a un massimo del 1,14%: le aliquote possono comunque essere ridotte fino all’azzeramento, con l’unica eccezione degli immobili di categoria D, per i quali è previsto il prelievo erariale dello 0,76%. Ai sensi dell'art. 1, c. 756 L. 160/2019, gli enti locali avrebbero potuto diversificare le aliquote esclusivamente con riferimento alle fattispecie individuate con decreto del Ministro dell’Economia, adottato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2020, sentita la Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, che si doveva pronunciare entro 45 giorni dalla data di trasmissione. L'art. 1, c. 757 L. 160/2019 obbliga i Comuni all’uso di una sorta di griglia messa a disposizione dal Portale del federalismo fiscale; la delibera approvata senza l’utilizzo di questo schema sarebbe quindi priva di efficacia e porterebbe all’applicazione delle aliquote base. Dello stesso tenore anche l'art. 1, c. 837 L. 197/2022 (legge di Bilancio 2023). Tale provvedimento è stato recentemente pubblicato: si tratta del D.M....

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