DAO e tracciabilità olivicola: obblighi e tutele per i produttori
Con l’integrazione dei sistemi informativi e tempi di registrazione più brevi, il Documento di accompagnamento dell’olio (DAO) punta a rafforzare la tracciabilità di olive e olio. Servono regole chiare, deroghe sostenibili e una maggiore valorizzazione della produzione nazionale.
La digitalizzazione della filiera olivicola-olearia si prepara a un nuovo passaggio con l’introduzione del Documento di accompagnamento dell’olio (DAO), annunciato dal Ministero dell’Agricoltura. L’obiettivo è migliorare la ricostruzione dei flussi di prodotto, rafforzare la trasparenza commerciale e contrastare frodi e contraffazioni. L’efficacia della misura dipenderà, tuttavia, dalla capacità di coniugare controlli più tempestivi e adempimenti proporzionati alle caratteristiche delle imprese agricole.Il DAO dovrebbe essere generato attraverso il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), integrandosi con il Fascicolo aziendale e il Registro telematico dell’olio. Il sistema mira a rendere più coerenti le informazioni relative alle movimentazioni di olive e olio, agevolando le verifiche sull’origine e sui successivi passaggi della filiera.
Tra le novità annunciate rientra la riduzione da 6 a 3 giorni dei termini per la registrazione delle operazioni. La contrazione delle tempistiche richiederà agli operatori una maggiore tempestività nella gestione dei dati e un coordinamento più efficace tra raccolta, trasporto, conferimento e commercializzazione. Dovrà inoltre essere chiarito il rapporto tra il nuovo documento e il documento di trasporto (DDT), così da evitare duplicazioni documentali e sovrapposizioni negli adempimenti.Un aspetto centrale...