A partire dal 1.07.2026 l’UE introdurrà un dazio doganale fisso di 3 euro per le piccole spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi. Il Consiglio dell’Unione Europea, nella riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze del 12.12.2025, ha infatti raggiunto un accordo per adottare questa nuova tariffa transitoria con l’obiettivo di correggere alcune anomalie dell’attuale regime: finora i pacchi di modico valore entrano nell’UE senza alcun dazio, in base all’esenzione prevista per le importazioni di valore inferiore ai 150 euro. Secondo quanto deciso, la tariffa di 3 euro sarà applicata a ciascun articolo contenuto nella spedizione, secondo la voce doganale di appartenenza.
La logica alla base dell’introduzione di questo dazio è duplice. Da un lato si vuole ristabilire una concorrenza più equa tra operatori dell’Unione e venditori extra-UE che oggi beneficiano dell’esenzione, talvolta anche in modo fraudolento, sfruttando la soglia dei 150 euro per evitare oneri doganali e creando distorsioni commerciali. Dall’altro si intende affrontare preoccupazioni legate ai rischi di frodi e alle questioni ambientali connesse alla gestione di volumi molto elevati di pacchetti di piccolo valore. La norma è stata concepita come misura temporanea: rimarrà in vigore fino a quando non entrerà in funzione un regime permanente concordato a livello UE, che preveda l’eliminazione totale della soglia di esenzione.
Il nuovo dazio si affianca ad altre proposte in discussione nell’ambito della riforma complessiva delle dogane comunitarie, come eventuali “tasse di gestione” o contributi nazionali, che fanno parte di negoziati paralleli. Per ora la decisione riguarda specificamente l’imposizione di un importo fisso volto a fornire una risposta immediata a una situazione percepita come emergenziale, in attesa di un sistema più moderno ed efficiente che prevede anche la creazione di un hub doganale europeo per gestire in modo coordinato i dati e i controlli legati alle importazioni di beni.
Alcuni Stati membri stanno valutando o introducendo prelievi nazionali aggiuntivi sulle importazioni di piccolo valore (handling fee). In parallelo alle decisioni comunitarie, ad esempio, l’Italia ha deciso di anticipare a livello nazionale un contributo amministrativo fisso per le importazioni di modico valore, con l’introduzione di una tassa prevista dalla legge di Bilancio 2026 (art. 1, cc. 126-128 L. 30.12.2025, n. 199), per far fronte ai costi legati alla gestione delle numerose pratiche doganali generate dai pacchi di basso valore provenienti da Paesi extra-UE.
Pertanto, a partire dal 1.01.2026 verrà applicato un contributo di 2 euro per ciascun pacco importato con valore dichiarato pari o inferiore a 150 euro, misura finalizzata a contribuire alle spese amministrative del sistema doganale italiano, inserita nel quadro delle nuove entrate previste per il bilancio statale. Il contributo italiano, a differenza del dazio comunitario da 3 euro, è un onere nazionale specifico e potrà essere riscosso dagli Uffici delle Dogane all’atto dell’importazione definitiva delle suddette merci.
