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Agricoltura ed economia verde 28 Aprile 2026

DDL Tutela Agroalimentare: sanzioni più severe per le contraffazioni

È stato approvato in via definitiva il “DDL Tutela Agroalimentare”, che introduce il reato di agropirateria e definisce un nuovo quadro sanzionatorio per punire contraffazioni e irregolarità che colpiscono le eccellenze alimentari italiane.

"Oggi il Parlamento italiano ha approvato la proposta di legge a tutela del patrimonio agroalimentare italiano, che permette di migliorare la trasparenza, tutelare al meglio la salute dei cittadini e combattere i reati nell'agroalimentare, non solo con sanzioni aumentate e commisurate ai rischi, ma anche mettendo in condizione le nostre forze dell'ordine di fare ancora meglio il loro lavoro”: con queste parole, il 15.04.2026, il Ministro dell’Agricoltura ha commentato il voto favorevole al cosiddetto DDL Tutela Agroalimentare, che ha l’obiettivo di rafforzare la lotta ad un settore, quello della contraffazione alimentare, che negli ultimi 10 anni, secondo la Fondazione Osservatorio Agromafie, ha raddoppiato il proprio volume d’affari raggiungendo i 25,2 miliardi di euro.

Diversi gli strumenti previsti - Innanzitutto, l’introduzione nel Codice Penale di 2 nuovi reati:
- la frode alimentare, per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati (pena prevista: la reclusione da 2 mesi a 1 anno);
- il commercio di alimenti con segni mendaci, per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti (pena prevista: la reclusione da 3 a 18 mesi).
Tre, invece, sono le fattispecie di aggravanti individuate (al verificarsi delle quali le pene sono aumentate fino a 1/3):
1) agropirateria, quando l'attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa;
2) quantità, qualora le quantità siano particolarmente rilevanti;
3) biologico, qualora i prodotti siano commercializzati come biologici ma non lo sono.
Altre novità riguardano il contrasto alla contraffazione delle indicazioni geografiche (per la quale sono previste la reclusione da 1 a 4 anni, prima era 2 anni, multe che vanno da 10.000 a 50.000 euro, prima era fino a 20.000 euro, e la confisca obbligatoria dei prodotti contraffatti), il divieto di utilizzo del termine "latte" e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta (punito con sanzioni da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato dell'azienda sanzionata, tetto massimo 100.000 euro) e l’istituzione di una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite a tutela della filiera bufalina (in questo caso, le sanzioni vanno da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato dell'azienda sanzionata, tetto massimo 150.000 euro).

La nuova normativa introduce inoltre l'obbligo per l'autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati e prevede l’istituzione della "Cabina di regia per i controlli amministrativi", presieduta dal Ministro del MASAF e che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli, al fine di rendere l'attività ispettiva più efficiente, migliorare il tracciamento del cibo ed eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle Forze dell'Ordine.
Infine, va segnalata una novità che riguarda le sanzioni amministrative: il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l'introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte, per evitare distorsioni che hanno portato talvolta ad applicare ad una multinazionale la stessa sanzione prevista per un piccolo imprenditore.

Una chiosa a conclusione: vista la rilevanza che l’e-commerce sta sempre più acquisendo nella compravendita di prodotti alimentari, è giusto sottolineare che le nuove norme coprono anche le frodi commesse tramite strumenti telematici.