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IVA 28 Febbraio 2026

Decesso del professionista e obblighi degli eredi

Gli eredi di un professionista deceduto prima della completa fatturazione di tutte le prestazioni eseguite e con partita Iva cessata devono riaprirne una nuova adempiendo a tutti gli obblighi strumentali.

Cosa succede ai fini fiscali nel caso del decesso di un professionista ancora attivo? La questione è stata affrontata tempo fa, con l’inevitabile cinismo del caso, dall’Agenzia delle Entrate, ma continua a creare difficoltà e incomprensioni.Il punto che pone più difficoltà è la gestione delle prestazioni eseguite dal de cuius, ma non ancora fatturate al momento del decesso. In termini più ampi, la medesima questione si pone quando avviene un pagamento tardivo dopo che la partita Iva è stata chiusa. Quindi non solo in caso di decesso ma anche quando, dopo tale evento, si verificano sopravvenienze per incassi non previsti o non determinabili (è il caso delle provvigioni differite degli agenti, o dei pagamenti derivanti da procedure concorsuali, ecc.).In un passato non recente, si sosteneva che la cessazione dell’attività e la chiusura della partita Iva (sia per decesso sia per volontà) comportassero la fuoriuscita delle successive operazioni dal regime Iva e l’assoggettamento alla stregua di operazioni occasionali. Non tantissimo tempo fa la stessa Agenzia aveva affermato che l’obbligo di fatturazione permaneva trasferendosi al cessionario (interpello n. 52/2020), salva l’applicazione delle sanzioni.Tali vecchie posizioni sono state però spazzate via non solo dall’Agenzia delle Entrate, ma anche dalla sentenza a Sezioni Unite della Cassazione n. 8059/2016. Quest’ultima dà atto che cessazione dell’attività e chiusura della partita Iva sono fatti...

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