Decision making e time management: stravolti dal Covid-19?
Tutte le componenti della società sono di fronte a una revisione del processo decisionale e l'uomo istintivamente tenderà a servirsi di meccanismi noti e di abitudini consolidate, con il rischio è sottostimare il valore “tempo” nelle situazioni di crisi.
La crisi che stiamo vivendo ha come caratteristica fondamentale l'incertezza. La situazione cambia ogni giorno. Informazioni scientifiche, statistiche, articoli, scenari più o meno verosimili si susseguono incessantemente e bombardano la mente degli italiani e molti non hanno nemmeno le competenze necessarie per comprendere a fondo questa materia. Tuttavia, occorre decidere. Il non decidere è una decisione, spesso la peggiore possibile.
Imprenditori e manager hanno davanti la più grande crisi economica mai vista dal Dopoguerra. I cittadini e le aziende cambieranno le proprie abitudini di vendita e acquisto, assisteremo al più grande cambiamento del mercato economico e finanziario.
E il valore del tempo? A mio parere diventerà decisivo e chi arriva prima con una soluzione buona, non necessariamente ottimale, tenderà a ottenere risultati migliori rispetto a chi arriva tardi con decisioni molto ponderate e preparate.
Ogni decisione deve rientrare all'interno di uno scenario futuro, sia esso ottimale o negativo. E credo sia fondamentale prendere le decisioni ipotizzando che le cose vadano nel peggiore dei modi. Il perché è semplice: al realizzarsi di condizioni migliori di quelle previste è molto più facile cambiare linea di condotta e subire meno disagio. Ipotizzare il peggio, consentirà di generare i migliori comportamenti per superare quella situazione negativa. La critica fondamentale...