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Imposte e tasse 29 Luglio 2019

Decreto Crescita, al di là della conversione


La conversione del Decreto Crescita ha portato un’abbondanza di modifiche, creando un impianto normativo degno di una mini-finanziaria. Si segnalano alcune delle novità di maggior interesse fiscale. È reintrodotto il superammortamento, abbandonato quindi solo per i primi mesi dell’anno 2019. Potranno fruire della maggiorazione del 30% sul costo di acquisizione gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, escluso il parco veicoli, effettuati dal 1.04.2019 al 31.12.2019 (o 30.06.2020 se con la consueta accettazione dell’ordine e pagamento dell’acconto del 20% entro il 31.12.2019). La maggiorazione non si applica sulla parte eccedente i 2,5 milioni di euro (art. 1). È totalmente revisionata la cosiddetta mini-Ires, ossia una progressiva riduzione dell’aliquota Ires sulla parte degli utili reinvestiti, destinati a riserve disponibili. Unica differenza in sede di conversione è l’ulteriore incremento della riduzione a regime, che dal 2023 sarà del 4%, quindi pari al 20% e non al 20,50% (art. 2). Sono introdotti svariati incentivi per il settore edilizio, tra cui l’applicazione in misura fissa di imposta di registro e ipo-catastali, pari a 200 euro l’una (in totale 600 euro) in luogo della più sfavorevole tassazione proporzionale. L’agevolazione opera nei trasferimenti di interi fabbricati (comprese le cessioni di fabbricati abitativi e strumentali esenti Iva - modifica...

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