Decreto Ristori, nuovi contributi (a fondo perduto) e vecchie regole
Le misure introdotte dalla recente normativa d'emergenza (anche il Ristori-bis) e rivolte in maniera specifica ai soggetti che hanno subito restrizioni sulla base degli ultimi 2 Dpcm, adottano però le medesime regole di calcolo ex art. 25 D.L. 34/2020.
In arrivo gli ultimi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Ristori e Ristori-bis, ma alcuni contribuenti sono ancora in attesa del primo contributo “estivo”, ossia quello ex art. 25 D.L. 34/2020. In ordine temporale, i contributi a fondo perduto destinati alla generalità dei contribuenti (e non quelli specifici del Decreto Agosto) introdotti durante questa pandemia sono stati i seguenti:
1. contributo a fondo perduto ex art. 25 D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio): destinato agli esercenti attività d'impresa o di lavoro autonomo o titolari di reddito agrario, titolari di partita Iva con ricavi/compensi 2019 non superiori a 5 milioni. La condizione per richiederlo era: fatturato/corrispettivi di aprile 2020 inferiore ai 2/3 di aprile 2019. Tale condizione non si deve controllare per i soggetti che hanno aperto la partita Iva dal 1.01.2019 o che a far data dalla pandemia hanno il domicilio fiscale/sede operativa in un Comune in stato di emergenza. L'istanza era da presentare entro lo scorso 13.08.2020;
2. contributo a fondo perduto ex art. 1 D.L. 137/2020 (Decreto Ristori): destinato ai soggetti che hanno come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 1 del D.L. 137/2020: taxi, alberghi, ristoranti, gelaterie, bar, cinema, teatri, stadi, piscine, palestre, solo per elencarne alcuni. Il contributo è soggetto alle medesime condizioni di cui sopra, ma con alcune differenze: occorre...